|
"Una
stazione in moto, destinata a servire per osservazioni e
misure, gode di notevoli vantaggi in confronto ad una
stazione fissa nel risolvere problemi di portata, di effetti
direzionali e di altri problemi preliminari". |
|
|
Di qui la decisione di impiantare sul panfilo "Elettra", acquistato nel 1919 da proprietari inglesi dopo essere stato fino al 1909, con nome di "Rowenska", dell'arciduchessa Maria Teresa d'Austria, una vera e propria nave-laboratorio. L'ammiraglio Filippo Camperio, nel 1920, lo adegua alla nuova funzione. Progettato in Scozia nel 1901, stazza lorda 632,81 tonnellate, stazza netta 232,18 tonnellate, 71,50 metri di lunghezza, 8,46 metri di larghezza massima, 5 metri di profondità, passa sotto bandiera italiana il 21 dicembre 1921. Del 1921 gli esperimenti nel Mediterraneo e nei Mari del Nord, del 1922 la campagna del Nord America. |
|
Nel 1923 percorre l'Atlantico lungo la costa africana occidentale. Dal 1924 continui gli spostamenti tra Atlantico e Mediterraneo. L'"Elettra" viene posta in disarmo a Genova nel 1936, diventando di proprietà del Ministero delle Poste. Dopo lavori di riclassifica a La Spezia (1939), dal 1940 al 1943 resta a Trieste sotto custodia della Società di Navigazione Italia. Requisita dai tedeschi, viene trasformata, nonostante l'intervento del governo, in unità d'impiego bellico. Ne vengono salvate soltanto le attrezzature di bordo, depositate nel Castello di San Giusto, poi nella Galleria di piazzale Rosmini, infine nel Museo di Scienze Naturali di piazza Hortis. La nave parte per la Dalmazia, dove viene colpita e affondata, a Zara, il 21 gennaio del 1944. Del 1959 il recupero nel mare jugoslavo, lo spostamento al molo Pamphili del cantiere San Rocco di Trieste e la suddivisione in tronconi, a terra, come monumento. Discorso diverso per le apparecchiature. La prima radiostazione, sostituita nel 1923, passa al Vittoriale di D'Annunzio, a Gardone Riviera. Si trova tuttora al Museo delle Poste e delle Telocomunicazioni di Roma. Conclusa la guerra le casse di Trieste giungono invece a Roma, al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dopo una lunga permanenza al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano (dal 1955 al 1985), si trovano tuttora a Roma, sempre al Museo delle Poste e delle Telecomunicazioni. |