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Pietrino Belli appare senza dubbio, alla nostra cultura di contemporanei,
personaggio interessante per la straordinaria capacità della sua
opera di suscitare riflessioni attualissime in fatto di relazioni internazionali,
di conduzione e risoluzione dei conflitti, di utilizzazione, a questo
scopo, di procedure arbitrali che affondano le loro radici lontane negli
ultimi secoli del Medioevo. Ma non è stato sempre così:
di Belli, oggi noto al pubblico colto soprattutto grazie alla puntuale
voce scritta da Lino Marini per il Dizionario Biografico degli Italiani,
ci si è dimenticati a lungo e varrebbe certamente la pena di riflettere
sul perché di tale oblio come sul perché del nostro rinnovato
interesse nei suoi confronti.
Interesse, in realtà, sopito, ma mai completamente spento:mi è
gradito comunque rammentare in questa occasione che già nel 1947
una nostra socia da sempre, la dottoressa Anna Tetti in Ruata, sostenne
con il professor Gioele Solari una dissertazione di laurea in Scienze
politiche presso la Facoltà di Giurisprudenza dal titolo La filosofia
politica di Pietrino Belli da Alba. Chi lo desiderasse potrà consultarne
copia presso la Fondazione Ferrero, la Biblioteca Civica di Alba o la
Società per gli Studi Storici della Provincia di Cuneo.Lattualità
del pensiero del Belli favorirà certamente approfondimenti seri,
da più punti divista, della sua figura, culturalmente assai complessa,
ricollocandola nel travagliato e mutevole mondo della prima età
Moderna.
Dovrebbe essere pure, lo speriamo, una garanzia capace di tenere lontani
i lavori del convegno e i testi dei relativi atti, che vogliamo documentati
e rigorosi, dalle secche della pedanteria e del campanilismo.La Società
per gli Studi Storici della Provincia di Cuneo ha collaborato volentieri
con la Fondazione Ferrero e con il Comune di Alba, per la realizzazione
del convegno, di cui ha curato in particolare limpianto scientifico.
A suo nome mi è gradito ringraziare personalmente, per la schietta
e cordiale collaborazione, il professor Gian Savino Pene Vidari, che con
me ha condiviso lorganizzazione scientifica dellincontro,
tutti i relatori e le persone con cui, per conto della Fondazione, ho
avuto modo più frequentemente di collaborare: il suo Segretario
generale, dottor Mario Strola, il professor Franco Fava, Margherita Campanello
e Edoardo Borra.
Al dottor Gianfranco Maggi, che per primo ha avuto lidea dellincontro,
e che, a nome del Comune di Alba, ne ha sempre seguito con intelligenza
e passione culturale i lavori, un grazie particolare.
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